Fotografia e psicologia, perché le immagini ci piacciono tanto


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Fotografia e psicologia, perché le immagini ci piacciono tanto?

 

Fotografia e psicologia

 

Per quale motivo gli algoritmi interni di Google e di Facebook privilegiano le fotografie? E come mai a noi piacciono così tanto? La psicologia ci aiuta a scoprirlo.

Secondo Freud, la fotografia e l’immagine sono il prolungamento del nostro apparato psichico, con il quale guardiamo il mondo, lo viviamo e lo cataloghiamo. Molto più, quindi, di un semplice prolungamento della vista, come spesso si pensa.

Ognuno di noi ha provato l’importante sensazione di ritrovarsi in un’immagine e di vedere foto e scenari cari alla memoria, come un matrimonio, un ricordo dell’ infanzia.

Studiosi di psicologia evoluzionistica, tra i quali il notissimo Paul Buss, hanno condotto studi sulle immagini e sul loro impatto nella nostra mente.

Catalogando diversi giornali dal Novecento a oggi, questi studiosi hanno rilevato come, a parte le notizie di cronaca nera, le prime pagine sono dominate sempre dallo stesso genere di eventi.

Matrimoni, feste, locali e scene conviviali dominano le foto dei primi del Novecento, come le nostre odierne bacheche dei social media e in particolare di Facebook.

Il desiderio di conservare i momenti belli attraverso l’immagine è insito nel nostro DNA, così come il desiderio di ritrarre le cose con uno sguardo nostro.

Ecco alcuni dei motivi per cui le fotografie ci piano tanto e sono assolutamente strategiche in una comunicazione efficace, anche per questi motivi gli algoritmi di Google e di Facebook privilegiano le immagini in quanto permettono di dare una migliore esperienza all’utente.

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