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16.4.2008

Nella storia del capitalismo americano, cosi ricca di leggendarie invenzioni, non c’era mai stata un’ascesa cosi fulminea. Thomas Edison ci mise un quarto di secolo per inventare la lampadina; ci vollero decenni di lavoro perché Henry Ford riuscisse a perfezionare la catena di montaggio e lanciare l’automobile. Ma Sergey Brin e Larry Page in soli cinque anni hanno preso una ricerca di dottorato e l’hanno trasformato in un’impresa multimiliardaria di portata globale.
Page incontrò Brin nel 1995 quando erano studenti graduate a Stanford e la loro invenzione nasce in realtà cercando idee per la tesi di dottorato a Stanford nel 1996. Stavano semplicemente tentando di capire il concetto che non tutti i link sono uguali, alcuni sono più importanti di altri. I motori esistenti, per indicizzare e posizionare i siti web nei loro database, si limitavano a contare le ricorrenze dei termini cercati, e quindi mostravano ai primi posti siti web non sempre pertinenti con le informazioni desiderate. Page e Brin ebbero l’idea di verificare e contare non solo le ripetizioni delle parole ma anche i link che provenivano da altri siti e che puntavano ad una determinata pagina. Il loro ragionamento era semplice: se un certo sito è citato e consigliato da molti altri, significa che ha dei contenuti interessanti e quindi è giusto farlo vedere prima di altri.
Con un gioco di parole sul proprio cognome, Page iniziò a chiamare il suo sistema per classificare “PageRank” e si rivelò rivoluzionario. Il PageRank è un algoritmo di analisi che esegue una misurazione oggettiva dell'importanza delle pagine Web risolvendo un'equazione con oltre 500 milioni di variabili e 2 miliardi di termini. Riesce a mettere nelle prime posizioni le pagine che hanno in ingresso un elevato numero di link.
Un altro passo verso il successo avviene nel 1998 quando Brin e Page acquistano una serie di hard disk assemblandoli in quello che passerà alla storia come il primo server Google, con un case, la leggenda racconta, costruito con i mattoncini Lego nella camera di Larry. Gli serviva, ora, un finanziamento e la prima visita la fecero al loro amico dell'università, Andy Bechtolsheim, uno dei fondatori della Sun Microsystems. Andy capì al volo le potenzialità del progetto.
Come racconta Sergey Brin: “Ci incontrammo una mattina molto presto a Palo Alto sui gradini della casa di un membro della facoltà dell'Università di Stanford. Gli facemmo vedere una demo veloce. Era di fretta, e disse, ‘Invece di discutere tutti i dettagli, perché non vi faccio invece subito un assegno?' Era intestato a Google Inc. ed era per $100.000.”
Entro 6 mesi, si sono trasferiti dal dormitorio di Page a Standford al loro primo ufficio, un garage di un amico, a Menlo Park, Ca.
E il nome? La parola, Google, dovrebbe significare un numero molto grande. E’ il numero 1 seguito da 100 zeri.” Erano confusi sul modo in cui si scriveva, e alla fine l’hanno scritto sbagliato. Il termine matematico corretto si scrive “g-o-o-g-o-l”.
Google ha debuttato online nel 1999 e la sua crescita è avvenuta principalmente grazie al “passa parola”. Ma chi paga? Da dove provengono i soldi, considerato che l’utilizzo di Google è gratuito? Google incassa molto per la pubblicità che fa agli altri. Infatti, un’altra idea brillante di Google è stata la “pubblicità contestuale”, o mirata. AdWords, lanciata nel 2000, è il servizio che Google offre agli inserzionisti per inserire il proprio sito all'interno dei risultati di ricerca, nella tabella "collegamenti sponsorizzati". Il servizio non è gratuito, ha un costo per click, stabilito in precedenza dall'inserzionista, che viene scalato dal budget a disposizione ogni volta che un utente clicca sull'annuncio (pay-per-click).
Oltre agli importanti successi commerciali dalla sua fondazione, oggi “Google” è un verbo. Il prestigioso Merriam-Webster's Collegiate Dictionary lo include infatti tra i verbi, To google = cercare sulla rete.
Se siete ancora curiosi, prendete il libro, "The Google Story".